Ruoli ATA e proroghe supplenze

Dal ministero ancora nessuna certezza

Non può limitarsi a prospettare soluzioni, deve attuarle.

Si è svolto presso il Miur l’incontro richiesto dalle organizzazioni sindacali rappresentative della scuola sulle problematiche ATA.
Per la Uil Scuola ha partecipato Antonello Lacchei. La riunione si è incentrata sulle diverse questioni; vediamole una ad una:

Proroghe supplenze
I rappresentanti del ministero hanno riferito di una interlocuzione con la funzione pubblica che consentirebbe la proroga delle supplenze al 30 luglio. Si starebbe lavorando ad una ipotesi di proroga al 31 agosto delle supplenze sui posti disponibili in organico di diritto. Sugli altri posti resterebbe la possibilità da parte del dirigente di chiedere la proroga, motivandola.

Immissioni in ruolo
È stata rinnovata al MEF ed alla Funzione Pubblica la richiesta di autorizzazione degli oltre 6.000 posti disponibili riferiti all’organico dell’anno scolastico 2015/2016. Su questi si dovrebbe procedere entro il mese di agosto, utilizzando le graduatorie attualmente vigenti. Successivamente verrebbe inoltrata la richiesta di copertura dei posti resi disponibili dal turn over di quest’anno.

Il Senato ha approvato, con la fiducia, il decreto legge in “materia di funzionalità del sistema scolastico”.

DECRETO SCUOLA | Sanate situazioni che erano palesi ingiustizie

Turi: inaccettabile il trasferimento di risorse verso le scuole private, attraverso la sottrazione di quelle destinate alla scuola statale.

Il Senato ha approvato, con la fiducia, il decreto legge in “materia di funzionalità del sistema scolastico”.
Un voto non definitivo perché manca l’approvazione della Camera, entro il 29 maggio, di un testo che si preannuncia blindato.
Il decreto presenta alcuni aspetti positivi, altri che pongono fine a palesi ingiustizie come quella degli insegnanti della scuola dell’infanzia – sottolinea Pino Turi, partendo dall’esame dell’articolato – ma contiene anche norme che ci vedono fortemente contrari come il travaso di risorse dalla scuola pubblica a quella privata utilizzando i fondi previsti per la valorizzazione ed il miglioramento di quelle statali.

La Uil Scuola ha effettuato un analisi di dettaglio dell’articolato del decreto, ecco quanto ne deriva.