UN PRIMO PASSO POSITIVO, MA SERVONO REGOLE PIU’ CHIARE E TUTELE SPECIFICHE
Per la prima volta nel contratto nazionale della scuola vengono introdotte regole sull’intelligenza artificiale. La bozza della parte normativa del CCNL Istruzione e Ricerca 2025-2027, ancora al centro del confronto tra ARAN e organizzazioni sindacali, dedica diversi articoli all’IA, definendone principi, garanzie e limiti. Dalla trasparenza degli algoritmi al divieto di decisioni esclusivamente automatizzate, fino alla formazione del personale e al ruolo della contrattazione, il contratto prova a governare una trasformazione già in corso.
COSA PREVEDONO GLI ARTICOLI 17, 18 E 19
L’articolo 17 stabilisce i principi generali: i sistemi di IA dovranno essere sicuri, affidabili e trasparenti. Prima di introdurli, le scuole saranno tenute a informare i sindacati sulle finalità, sulle modalità di utilizzo, sui dati trattati e sui possibili effetti sull’organizzazione del lavoro. Lo stesso articolo affida inoltre alla contrattazione il compito di affrontare le ricadute dell’IA sulla qualità del lavoro, sulle professionalità e sulla libertà di insegnamento.
L’articolo 18 introduce le principali garanzie per il personale. L’intelligenza artificiale non potrà prendere il posto degli insegnanti nelle decisioni più delicate e richiama la libertà di insegnamento dei docenti tra i principi da salvaguardare. I lavoratori avranno inoltre il diritto di conoscere i criteri con cui operano i sistemi di IA e la responsabilità finale delle decisioni resterà in capo ai dirigenti.
L’articolo 19, infine, prevede percorsi di formazione per il personale e affida all’Organismo paritetico per l’innovazione il compito di monitorarne gli effetti sull’organizzazione del lavoro e sulle professionalità.
LA SPECIFICITA’ DELLA SCUOLA
I principi introdotti nella bozza rappresentano un passo avanti, ma non sono ancora sufficienti. La scuola non è un’amministrazione pubblica come le altre: la relazione educativa, la libertà di insegnamento e l’autonomia professionale del personale richiedono garanzie specifiche.
PRIVACY, BUROCRAZIA E FORMAZIONE
Le richieste avanzate dalla UIL Scuola riguardano diversi aspetti destinati ad assumere un peso crescente nei prossimi anni. Il primo è la tutela dei dati personali degli studenti, soprattutto dei minori. L’utilizzo sempre più diffuso di piattaforme basate sull’intelligenza artificiale rende necessario definire garanzie specifiche per il trattamento delle informazioni, evitando utilizzi impropri o forme di profilazione incompatibili con il diritto alla riservatezza.
Il secondo riguarda l’organizzazione del lavoro. Ogni innovazione promette di semplificare le attività. Ma non sempre accade. E’ necessario che l’introduzione dell’intelligenza artificiale non determini un incremento della burocrazia, del carico di lavoro o delle attività amministrative a carico del personale.
Infine, c’è il tema della formazione. La bozza si limita ad affermare che le amministrazioni assicureranno adeguati percorsi formativi sull’utilizzo dell’intelligenza artificiale, senza però definire tempi, modalità organizzative, risorse dedicate e svolgimento in orario di servizio.
Su questo punto, il contratto può essere migliorato: la formazione deve essere un diritto del personale, sostenuta da adeguati finanziamenti e non può trasformarsi in un ulteriore carico di lavoro o in un onere economico a carico dei lavoratori.
Un primo passo positivo, quindi, ma servono regole più chiare e tutele specifiche.