UIL a Conte: bisogna smettere di investire sulle COSE e scegliere di investire sulle PERSONE

Il premier Conte ha fatto l’avvocato, ha difeso l’indifendibile – sottolinea il segretario generale della Uil Scuola, Pino Turi.
Il suo storytelling però non funziona: ci sono 25 milioni di persone, alunni, famiglie, testimoni che vedono la vera realtà della scuola.
Questa piazza dice che va cambiata rotta: 209 miliardi fanno gola a molti.
Bisogna cambiare l’ordine delle scelte e pensare alla scuola.
Non una scuola qualsiasi, ma una scuola democratica, quella della Costituzione, una comunità educante che alla pandemia ha mostrato di resistere.
Servono classi con un numero di studenti adeguato, scuole sicure, professori in classe, di ruolo, pagati il giusto,
Queste risorse devono servire a fare scuola, a renderla sicura, a sistemare l’edilizia scolastica, a dare un nuovo contratto al personale.
Una scuola che elimina le differenze deve essere nazionale, vanno rifiutate le suggestioni autonomistiche sconfitte, anche loro, dalla realtà.

UIL: in piazza per un impegno preciso

209 miliardi fanno gola a molti, servono strategia e coraggio

C’è una scuola che sta ripartendo.
Una scuola che riparte grazie all’impegno delle persone.
Che sono preoccupate, incerte, seppur piene di voglia di fare, di essere a scuola
Il loro racconto coincide con quello di milioni di studenti, con migliaia di famiglie.
Per questo la Uil Scuola ha deciso di essere qui oggi, con un impegno preciso:

  • Classi adeguate: non 28 o 30 ma 18 o 20 ragazzi (come prima dei tagli)
  • Professori in classe: ora bravi, ma precari.
  • Scuole sicure: spazi a norma e un medico a scuola
  • Risorse: quelle dell’Europa che fanno gola a tanti
    Ora servono strategia e coraggio.

Scuola: Turi ” Rapporto Bianchi utile per recovery fund”

ANCORA NON CONVOCATI DA MI A TAVOLO SICUREZZA, UNA FACCIATA PER AZZOLINA’

“Il rapporto per la riapertura delle scuole elaborato dalla commissione presieduta da Patrizio Bianchi è stato inspiegabilmente secretato dalla ministra Azzolina. Un errore anche alla luce dei recovery fund, per i quali la relazione della task force potrebbe essere uno strumento programmatico utile”. Lo dice all’Adnkronos il segretario generale Uil scuola, Pino Turi. Oggi stessi problemi di marzo ed anno scolastico di fatto non cominciato per mancanza docenti. La fenomenologia dei contagi nelle scuole sollecita la riapertura di “questioni vecchie. Siamo tornati indietro a marzo con esattamente gli stessi problemi. Si è fatto poco e tardi e le difficoltà strutturali non sono state risolte. Sono sotto controllo perché le scuole di fatto non sono cominciate; si lavora a ranghi ridotti per orari e personale”. Lo dice all’Adnkronos Pino Turi segretario generale Uil scuola che denuncia: “Ma di che parliamo se il Ministero dell’Istruzione non ci ha più convocati al tavolo sulla sicurezza. Quel tavolo è stata una facciata per la Ministra Azzolina”.    “Avremmo dovuto affrontare ancora la questione dei presidi sanitari nelle scuole, indispensabile come dimostrano le attuali preoccupazioni per i casi di positivi, gli assembramenti, i banchi le mascherine. Erano due gli impegni politici: la riduzione degli alunni per classe e i lavoratori fragili su cui il Ministero ha fatto una circolare per conto suo senza risolvere il problema”.  Oggi – conclude il sindacalista – c’è solo una crescita della consapevolezza di saper convivere con il virus; la vera preoccupazione che non ci sono docenti per le classi; e la coscienza che le scuole non sono di fatto cominciate se non pro-forma”.

In piazza il 26 settembre

Sabato 26 settembre ore 15-18.30
Partecipazione in presenza alla manifestazione nazionale “PRIORITÀ ALLA SCUOLA” che si svolgerà a Roma in Piazza del Popolo

per una politica che promuova la scuola

Fare di istruzione e formazione temi centrali nelle scelte di investimento, a partire dalla destinazione delle risorse del recovery fund. Rinsaldare l’alleanza tra scuola e società, riconoscere al lavoro nella scuola dignità e giusto valore, anche al fine di rendere più attrattiva la professione del docente, garantire su tutto il territorio nazionale edifici scolastici sicuri e adeguati a una didattica innovativa, rimuovere alla radice le cause di un divario digitale legato a insufficienze nella dotazione di dispositivi e nella rete di connessione, supportare efficacemente le istituzioni scolastiche sotto il profilo dei presìdi igienico sanitari per consentire uno svolgimento in sicurezza delle attività didattiche, evitando il rischio di nuove chiusure.