Misure per il personale, lavoratori fragili, orario delle lezioni, continuità per i precari, alunni per classe: come cambia il testo del protocollo per la sicurezza che sarà presentato domani mattina per la firma.

Turi: ora ci sono impegni politici a garanzia del lavoro e delle persone

Passo in avanti significativo. Siamo abituati a firmare per convinzione e non per adesione.

Non un testo qualsiasi, non un testo senza un impegno politico.
Firmiamo per convinzione, non per adesione – ha detto Pino Turi nel corso della conferenza nazionale dei segretari regionali Uil Scuola, convocata oggi pomeriggio in video conferenza – dopo il rinvio a domani mattina dell’incontro sindacati-ministro sul protocollo sicurezza.

Cosa cambia nel testo annunciato per oggi e quello che sarà presentato domani?
Cambia che non basta aprire le scuole – ha detto Turi – bisogna farle funzionare.
Nel protocollo che vedremo domani ci sarà un impegno politico del ministro.
E’ un impegno politico che induce a un collegamento con un provvedimento legislativo complessivo che chiediamo da tempo.

L’aspetto politico rilevante – osserva il segretario generale della Uil Scuola – è la consapevolezza di trasformare l’organico aggiuntivo Covid in investimento strategico, in organico di diritto.
Che per noi dovrebbe partire dalle prime classi.

Ulteriore questione inserita è legata alle tutele per i lavoratori fragili. Tema che merita una sessione speciale di confronto politico all’esito delle determinazioni del CTS.

Altro punto rilevante è l’impegno immediato per una contrattazione per il lavoro agile degli amministrativi e per il lavoro a distanza degli insegnanti.

In questa ottica anche il personale precario si aggancia alla natura della funzione docente, la continuità didattica.

Punto di attenzione è anche l’orario delle lezioni che non potrà andare a discapito degli studenti.
Vogliamo garantire, e anzi aumentare, se possibile, il tempo scuola.

Firmeremo un accordo sulla sicurezza per consentire di riaprire le scuole in presenza e in sicurezza a settembre. Per rispondere a questi due temi ci vogliono impegni straordinari.
Questo accordo indica una strada introducendo temi legati al lavoro delle persone, alla sicurezza e al dialogo tra soggetti, governo, regioni, sindacati e scuole, impegnati tutti per garantire le migliori condizioni per il rientro a settembre.

Per garantire tutto questo, valeva il supplemento di lavoro che da ieri ha visto una intensa accelerazione del negoziato che meritava di essere valutato e recepito in una discussione di merito in seno agli organismi democratici che il sindacato è abituato a coinvolgere.
E’ un metodo che non ci fa perdere il senso dei problemi che per larga parte restano tutti da risolvere.

Con la sottoscrizione del protocollo si fa un passo avanti nella direzione giusta: invertire le politiche neo liberiste degli ultimi venti anni ed abbracciare politiche di sviluppo e di investimenti, almeno nelle intenzioni.